PANETTONE CHE PASSIONE !

E se lo facessimo noi ?

Il dolce per eccellenza del Natale di cui a Milano vantiamo origini e sacralità.
Mariangela Camilla Manzotti ci propone un panettone semlicificato preparato con impasto unico. A casa non ci sono le comodità di una pasticceria. Stampo diametro 22/24
Lievito iniziale 80 minuti sotto la luce del forno
90 g di farina Manitoba
1 dl. di acqua tiepida
2 cucchiaini di zucchero semolato finissimo
10 g di lievito di birra fresco
Impasto
140 gr. burro
120 gr. zucchero
90 gr. tuorli
430 gr. farina 00 per grandi lievitati pasticceria
170 ml. acqua
5 gr. sale fine
200 gr. arancia candita
150 gr. uvetta sultanina
lievito iniziale
Aroma profumatore panettone
22 g di miele
scorza di 1 arancia e mezza non trattata
scorza di 1 limone non trattata
1 bacca di vaniglia
Preparazione
Inseriamo l’acqua in una terrina per sciogliere il lievito di birra e subito dopo lo zucchero, che nutre e favorisce la lievitazione, la farina. Lavorare alcuni minuti, proteggere con la pellicola e mantenere al caldo o nel forno con lucetta accesa per 80 minuti.
Ora inseriremo in una terrina il miele, la scorza grattugiata degli agrumi, la vaniglia. Pellicola e frigorifero
Attiviamo la planetaria in cui sono stati inseriti la farina, lo zucchero, i tuorli a temperatura ambiente, acqua e sale. Impastare alle velocità 1 e 2 una dozzina di minuti, per incordare l’impasto. E’ il momento del lievito iniziale che dovrà essere bene incorporato, sempre a forza 1 e 2.
Ora si inseriscono il burro e l’aroma panettone agli agrumi. Seguono l’uvetta precedentemente ammollata in acqua e poco brandy, le scorze di arancia candite. Si attiva di nuovo la planetaria per una decina di minuti. L’impasto dovrà essere incordato… elastico e quindi pronto per essere messo sul piano lavoro infarinato per le pieghe ( piegare l’impasto più volte sullo stesso).
Inserire il composto in un contenitore con chiusura imburrato e fare lievitare a temperatura ambiente circa 12 ore.
Trascorso il tempo di lievitazione si daranno altre 4 pieghe, con le mani unte si darà forma rotonda prima di inserirlo nello stampo . Seguiranno altre 4 ore di lievitazione. A questo punto c’è la scarpatura, taglio a croce con lama affilata . Bisognerà sollevare partendo dal centro la pellicola triangolare dell’impasto, ripiegandola verso l’esterno. Si inseriscono dei pezzetti di burro e si riposizionano i triangoli verso il centro.
Accendere il forno statico a 180 gradi e non appena a temperatura, inserire il panettone.
Cottura 50/60 minuti, se colorisce troppo, proteggere con alluminio.
Non appena sfornato inserire due aghi da maglia che poggeranno su pentole o libri e fare raffreddare capovolto il panettone per non farlo afflosciare.

ROSSO COME IL NATALE

Il rosso è un colore primario che può simboleggiare tante cose: passione, amore, intraprendenza, ma anche forza e potere. C’è un rosso per tutti: scarlatto, magenta, cremisi, porpora, granata , carminio e tanti altri. Il mio preferito è il Rosso Valentino, tutte a Natale dovremmo avere qualcosa di questa tonalità, che sia un rossetto, un vestito, un paio di scarpe o uno smalto, a simboleggiare allegria per i giorni di festa, passione verso la vita e soprattutto la forza, perché noi siamo forti e in un modo o nell’altro ce la faremo sempre. Che sia un’occasione speciale o un giorno qualunque, che sia per un aperitivo o magari capiti per un evento importante, durante le festività un tocco di rosso o addirittura un abito, non sono mai sbagliati.

-foto da Pinterest-

TORTA TENERINA AL CIOCCOLATO BIANCO

Torta TENERINA con CIOCCOLATO BIANCO – burrosa e caramellata con un soffio di zucchero a velo.

Realizzata da mia nipote golosa seriale di ciocco bianco e dolci che lo contengono.

Ingredienti per 8 persone – 300 GR. cioccolato bianco (consiglio VENCHI AMEDEI CALLEBAUT CAFFAREL, DOMORI O EQUOSOLIDALI)- 250 gr. burro da panna centrifugata – 120 gr. zucchero di canna – 100 gr. frina finissima mandorle – 4 uova intere.

1) – tritiamo fine il cioccolato bianco e lo fondiamo a bagnomaria

2) – fondiamo anche il burro ridotto in piccoli pezzetti insieme al cioccolato .

3) – Montiamo i tuorli con 90 gr. zucchero e gli albumi a neve soda con il rimanente.

4) – Misceliamo il composto cioccolato-burro con i tuorli e la farina di mandorle.

5) – Inseriamo gli albumi mescolando dal basso verso l’alto come fosse u

Riso, ortaggi e fantasia

Quando si parla di risotti entra in scena la nostra Queen Mariangela Camilla Manzotti, che con fantasiosa tecnica ed esperta capacità inventa prelibatezze.

Una mattina dell’autunno gli ortaggi indissero una riunione per stabilire chi fosse più importante. Il porro affermò di essere la base di soffritti eleganti e profumati, la carota illustrò il suo colore arancio brillante come certi tramonti, il topinambur espresse quanta cremosità e sentore di nobile carciofo avesse. L’uva bianca del pergolato ricordò a tutti l’arricchimento dei piatti con i suoi acini burrosi dolce aspri e l’ottimo mosto che sarebbe divenuto vino. Tutti con soggezione verso i funghi del bosco.

Camillotta arrivò… irriverente e spettinata, come sempre.

RISOTTO CON FUNGHI E UVA BIANCA IN UN OCEANO DI SUPREMA CREMA CON PORRO, TOPINAMBUR, CAROTE. Mantecato burro e solito Bella Lodi. A zittire tutti, due giri tosti di pepe rosso calabronico

RISOTTO CHE PASSIONE

Cripto in risotto con zucchine verdi, scalogno e zenzero. Sfumato Sauvignon Blanc, portato a cottura con brodo di pollo. Mantecato con burro Valsassina e Grana Bella Lodi riserva bianca con latte di bufala. Un soffio di pepe bianco di Sarawak.

Oggi Mariangela Camilla Manzotti ci propone questo risotto, lei è la regina incontrastata di questo tipo di primopiatto che unisce al gusto tante sfumature di sapori e profumi.

IO NON FESTEGGIO HALLOWEEN

Non è che la zucca non mi piace, anzi cucino deliziose vellutate, ma non celebro con questa simpatica cucurbitacea né i miei cari morti né una festa che non mi appartiene.
Per carità ne conosco le origini quindi chi lo desidera e la sente appropriata alla sua personale storia, fa benissimo a festeggiarla, io personalmente ho comprato il Pan dei Morti, sono troppo vecchia per cambiare le mie abitudini e soprattutto sono quello che mi hanno insegnato ad essere, da bambina e neanche dopo ho festeggiato Halloween, questione di abitudini, cultura, gusti, ognuno per fortuna può ancora scegliere di non uniformarsi. Mi piace incontrare streghtte con le guance macchiate di finta fuliggine e le sopracciglia truccate e piccoli fantasmi con le tasche piene di caramelle e cioccolatini e con simpatia sarò lieta di offrire io stessa dei coloratissimi marshmallow, ma in casa mia solo pan dei morti. A ognuno le sue abitudini, tradizioni e perché no, preferenze.

foto da Pinterest-

Risotto per Halloween

É tempo di zucca nell’orto e quindi come non pensare ad un bel risotto abbondano Carnaroli in vellutata di zucca , ci vuole la Okkaido con aggiunta di salsiccia di Spello e mandorle tostate., il tutto sfumato con rum Pampero e poi mantecato con burro e grana ..

il nostro chef Alfonso Abate propone una ricetta con prodotti di qualità per una serata diversa. Un risotto alla zucca lavorato con una vellutata ottenuta da questo meraviglioso prodotto di stagione che sarà il richiamo alla serata di fantasmi,scheletri e streghe del 31 ottobre

Ci MERITIAMO DI CAMBIARE SENZA FARNE UN DRAMMA

Sono sempre stata molto magra , non sono alta,ma vestivo tutto bene dai jeans stretti agli abiti attillati, fino a che l’età me lo ha permesso non togliendomi garbo,eleganza e buon gusto . Oggi il mio fisico è un po’ cambiato,ho qualche chilo in più ( non tanti, eh …)ma mi sono arrontondata, in quel modo che hanno le ex magre e nonostante abbia provato tante diete, perdo faticosamente i chili,che se non sto eternamente attenta, riprendo nel giro di qualche mese . Morale della favola : ho deposto le armi e accettato il mutamento,imparando a convivere con questo cambiamento, gustandomi qualche piatto di pasta,non rinunciando a un buon gelato e soprattutto ai miei adorati cocktail. Cammino molto ,senza calare un etto, il mio metabolismo invece ha deciso di starsene seduto e godersi la scena ,ma con me ha vita difficile,perché non gli do tanta soddisfazione, credo molto in ciò che sono, alla faccia dei miei chili di troppo . Sono sempre più convinta che a sessant’anni in una donna lo stile, l’intelligenza , un viso gradevole e la simpatia contino più del perfetto peso forma, sempre tenendo d’occhio il fattore salute. Amiche mie, questo pensavo ieri sera a una cena dove l’età media era piuttosto alta, ma lo spirito lasciava inalterati la voglia di scherzare e perché no, anche su quello che siamo diventati . Oggi guardiamoci allo specchio e sorridiamo, usciamo e sediamoci in un bar a fare colazione sorridendo, perché è quello il grande fascino : un grande largo sorriso che alla fine addolcisce qualsiasi caffè amaro .

-foto da Pinterest-

LA NORMA DI ALFONSO ABATE


Oggi Alfonso ci porta nella sua Sicilia :
LA NORMA
“Vorrei inaugurare questa interessante sezione del blog di Una Milanese Chic con un piatto iconico e certamente rappresentativo della mia terra: la Norma.
In breve la storia :
sebbene vi siano notizie già dalla metà dell’800 di ” pasta cu sucu di mulinciani” in terra di Sicilia,la tradizione vuole che il nome del piatto derivi da una esclamazione di apprezzamento del commediografo Nino Martoglio quando la assaggiò ,nel 1920, in casa dell’attore Angelo Musco.
Rapito dalla bontà della pasta, esclamò:” signori,questa è una Norma!” riferendosi all’omonima opera di Bellini,per indicarne la suprema bontà. In quell’ occasione infatti, il piatto venne impreziosito dall’aggiunta del basilico e della ricotta salata che ne esaltarono degnamente il sapore.
La ricetta originale del piatto prevede che la melanzana a fette rigorosamente fritta,venga aggiunta all’ultimo assieme al basilico ed alla ricotta.
Nel tempo la ricetta è stata reinterpretata più o meno liberamente.
In foto, la mia versione che prevede la melanzana a tocchetti ed a completare zeste di buccia di melanzana passate velocemente in olio bollente. Ho utilizzato un metodo che a mio parere esalta il sapore della melanzana e quindi dell’intero piatto.Taglio a tocchetti quadrati di un paio di cm la melanzana e li immergo per almeno mezz’ora in acqua e sale al 10%. Dopodiché i vengono strizzati ed asciugati e successivamente fritti in olio a 170 gradi. Molti usano olio di semi,ritenendo “invadente” il sapore dell’ olio evo, personalmente invece,uso proprio l’extra vergine d’oliva in quanto le melanzane,trattate nel modo descritto,ne assorbono veramente poco,e rimangono croccanti fuori e morbide dentro.
Alfonso Abate

AGENDA 2026 SETTIMANALE DI UNA MILANESE CHIC

ECCOLA!!

La nostra fantastica AGENDA 2026 è finalmente pronta!Non ho parole per descriverla, per spiegarvene la bellezza , per esprimervi la soddisfazione per averla realizzata con molti di voi. Un progetto che si è realizzato con la nostra collaborazione, una creatura nata dal lavoro mio e vostro !! Tante pagine scritte da me, altre vuote per le vostre riflessioni e gli appunti e poi l’interno normale di un’agenda.
L’agenda potete averla prenotandola a me tramite mail unamilanesechic@gmail.com