PASTA MISTA AL RAGÙ DI MERLUZZETTI

La nostra esperta di cucina MARIANGELA CAMILLA MANZOTTI ci propone un primo piatto insolito e particolarmente interessante “Pasta mista al ragù di merluzzetti e ortaggi” ( scalogno, topinambur, carciofi, melanzane)
Fondo iniziale con scalogni affettati appassiti in olio extravergine di oliva e una noce di burro Valsassina, cuori di carciofi a spicchi, topinambur e melanzane, i merluzzetti . Una sfumata con gin Beefeater 24 e subito dopo un leggero brodo di pesce. Appena cotto si leva il pesce mantenendolo al caldo. Si butta la pasta e si procede alla cottura risottata, si aggiusta di sale. Ho scelto il sale aromatico alle alghe delle Saline di Cervia.
A fuoco spento è il momento della paprika affumicata, del pepe rosso e un giro di olio extravergine di oliva, una nuvola di prezzemolo tritato e maggiorana. 
foto da Pinterest e di Mariangela Camilla Manzotti

VOGlio DIVENTARE

Voglio diventare una di quelle vecchie signore, che prima ancora di entrare in una stanza viene annunciata dal profumo che ha indossato tutta la vita, quello che in tanti non conoscono, perché appartiene ad un’epoca passata. Ci terrei a mantenere una postura se non impeccabile, ma non troppo cambiata da quei dolori articolari che piegano, inclinano o storcono.
Indosserò sempre guanti qualsiasi sia la stagione. D’inverno saranno di morbida pelle sottile, d’estate di cotone bianco traforato, perché le mani raccontano troppe cose della vita passata. Userò sempre cappotti sartoriali, magari nell’armadio da tanti anni, ma proprio per questo li sentirò addosso come l’abbraccio di un vecchio amico. Sotto, abiti o completi pantaloni in tweed, seta o lana leggera e porterò eleganti cappelli con abituale naturalezza, come una dichiarazione d’intenti, quella di considerare l’abbigliamento sportivo fuori dalla palestra, una resa morale.
La mia casa sarà un museo abitato: manterrò argenteria lucidissima, userò i servizi di porcellana, terrò le fotografie delle persone che ho amato incorniciate con cura. La mia non sarà solo nostalgia, ma soprattutto convinzione, la certezza che l’eleganza non sia una moda ma una disciplina, e che la disciplina sia una forma di rispetto verso se stessi e verso gli altri.
E mentre il mondo corre, semplifica, abbrevia e dimentica, io voglio restare lì, ostinatamente impeccabile, come una parentesi aperta in un tempo che ha deciso di chiudere troppo in fretta, tutto ciò che non appartiene più a questa società.
-foto da Pinterest-

MILANO C’ERA UNA VOLTA

Negli anni 60 a Milano c’era una piccola fabbrica di calze tutta al femminile,operaie, impiegate e segretarie . Tutte donne , ma questo è un particolare irrilevante , la cosa stupenda del calzificio BLOCH erano le meraviglie che ne uscivano e che io potevo ammirare perché la mamma e in seguito mia sorella le portavano . A dire il vero più che una fabbrica era un grosso laboratorio , situato in zona centrale e io sognavo di farne parte , di dirigerlo e dentro di me dicevo che le calze della Block un giorno sarebbero state a Londra , Parigi e New York. Non so se esista ancora , ma so che Milano in quegli anni generava eccellenze in continuazione fino a farla diventare la metropoli europea e la capitale mondiale della moda di oggi .

VIVERE CON UN CANE

Vivere con un cane si rivela un’esperienza straordinaria, perché senza accorgertene e senza averlo imparato da un manuale o saperlo fare in altro modo, diventerai il punto di riferimento e il centro del mondo di una creatura, che riconoscerà il tuo odore tra mille e il suono della tua voce in mezzo a una strada rumorosa.
Vivere con un cane presenterà misteri fatti da occhi che seguiranno ogni tuo movimento, orecchie tese a percepire qualsiasi rumore, soprattutto quello del frigorifero che si apre e che tu non saprai mai come è riuscito a sentire attraverso la porta chiusa.
Vivere con un cane sarà condivisione di attimi in cui non ti accorgerai di quanto lui “senta” quello che stai provando , ma se avrai la fortuna di accorgertene, potrai sprofondare con la tua ansia e il tuo dolore nella bontà di uno sguardo che non ti negherà mai accoglienza e amore. Perché gli occhi di un cane sono la sua anima e nessun papa riuscirà a negarlo e a provare il contrario.
Vivere con un cane cambia la vita e presenta anche dei fastidi che tali sono per alcuni , mentre per altri sono solo routine e fanno parte di quelle cose che si devono fare come la fila alla cassa del supermercato. Prenderai vento e pioggia la mattina presto e la sera tardi per portarlo a fare la passeggiata, ma camminerete vicini , in una sola cosa che si chiama simbiosi .
Vivere con un cane sarà soddisfazione e gratitudine, per il tuo ritorno a casa dove verrai accolto tutte le volte come dal ritorno da un lungo viaggio, anche se sarai solo andato in cantina a prendere il vino. Riconoscerà il motore della tua auto, il tuo passo già dal marciapiede di fronte a casa e attenderà felice il tuo fischio amato sulle scale e lo farà sempre anche quando l’età lo renderà cieco, instabile e sordo.
Vivere con un cane, sarà abituarsi a nascondere il cibo perché un Arsenio Lupin , con aria indifferente, aspetterà che tu vada a lavarti le mani per derubarti del toast che ti accingevi a gustare per pranzo, oppure a cenare con una presenza costante che ti guarderà fisso facendoti sentire l’essere peggiore della terra.
Vivere con un cane è un’esperienza sentimentale dove qualcuno munito di quattro zampe e pelo arruffato ti insegnerà cosa vuole dire amare senza riserve, accontentandosi anche solo di una distratta carezza, ma se lo amerai anche tu diventerai parte di una esperienza così piena di sentimento e appagante, che non ti farà mai sentire solo.
Vivere con un cane un giorno sarà un grande dolore e mentre ti sembrerà di sentire il suo respiro, vedrai invece una cuccia vuota, allora sprofonderai il capo nel cuscino abbracciato al suo collare, stringendo tra le mani la sua pallina, piangerai tutte le tue lacrime di sale e di sangue e tra i singhiozzi dirai il suo none con le parole “amore mio”.
Compiango coloro che non comprendono cosa sia vivere con un cane…
-foto da Pinterest-

PANETTONE CHE PASSIONE !

E se lo facessimo noi ?

Il dolce per eccellenza del Natale di cui a Milano vantiamo origini e sacralità.
Mariangela Camilla Manzotti ci propone un panettone semlicificato preparato con impasto unico. A casa non ci sono le comodità di una pasticceria. Stampo diametro 22/24
Lievito iniziale 80 minuti sotto la luce del forno
90 g di farina Manitoba
1 dl. di acqua tiepida
2 cucchiaini di zucchero semolato finissimo
10 g di lievito di birra fresco
Impasto
140 gr. burro
120 gr. zucchero
90 gr. tuorli
430 gr. farina 00 per grandi lievitati pasticceria
170 ml. acqua
5 gr. sale fine
200 gr. arancia candita
150 gr. uvetta sultanina
lievito iniziale
Aroma profumatore panettone
22 g di miele
scorza di 1 arancia e mezza non trattata
scorza di 1 limone non trattata
1 bacca di vaniglia
Preparazione
Inseriamo l’acqua in una terrina per sciogliere il lievito di birra e subito dopo lo zucchero, che nutre e favorisce la lievitazione, la farina. Lavorare alcuni minuti, proteggere con la pellicola e mantenere al caldo o nel forno con lucetta accesa per 80 minuti.
Ora inseriremo in una terrina il miele, la scorza grattugiata degli agrumi, la vaniglia. Pellicola e frigorifero
Attiviamo la planetaria in cui sono stati inseriti la farina, lo zucchero, i tuorli a temperatura ambiente, acqua e sale. Impastare alle velocità 1 e 2 una dozzina di minuti, per incordare l’impasto. E’ il momento del lievito iniziale che dovrà essere bene incorporato, sempre a forza 1 e 2.
Ora si inseriscono il burro e l’aroma panettone agli agrumi. Seguono l’uvetta precedentemente ammollata in acqua e poco brandy, le scorze di arancia candite. Si attiva di nuovo la planetaria per una decina di minuti. L’impasto dovrà essere incordato… elastico e quindi pronto per essere messo sul piano lavoro infarinato per le pieghe ( piegare l’impasto più volte sullo stesso).
Inserire il composto in un contenitore con chiusura imburrato e fare lievitare a temperatura ambiente circa 12 ore.
Trascorso il tempo di lievitazione si daranno altre 4 pieghe, con le mani unte si darà forma rotonda prima di inserirlo nello stampo . Seguiranno altre 4 ore di lievitazione. A questo punto c’è la scarpatura, taglio a croce con lama affilata . Bisognerà sollevare partendo dal centro la pellicola triangolare dell’impasto, ripiegandola verso l’esterno. Si inseriscono dei pezzetti di burro e si riposizionano i triangoli verso il centro.
Accendere il forno statico a 180 gradi e non appena a temperatura, inserire il panettone.
Cottura 50/60 minuti, se colorisce troppo, proteggere con alluminio.
Non appena sfornato inserire due aghi da maglia che poggeranno su pentole o libri e fare raffreddare capovolto il panettone per non farlo afflosciare.

ROSSO COME IL NATALE

Il rosso è un colore primario che può simboleggiare tante cose: passione, amore, intraprendenza, ma anche forza e potere. C’è un rosso per tutti: scarlatto, magenta, cremisi, porpora, granata , carminio e tanti altri. Il mio preferito è il Rosso Valentino, tutte a Natale dovremmo avere qualcosa di questa tonalità, che sia un rossetto, un vestito, un paio di scarpe o uno smalto, a simboleggiare allegria per i giorni di festa, passione verso la vita e soprattutto la forza, perché noi siamo forti e in un modo o nell’altro ce la faremo sempre. Che sia un’occasione speciale o un giorno qualunque, che sia per un aperitivo o magari capiti per un evento importante, durante le festività un tocco di rosso o addirittura un abito, non sono mai sbagliati.

-foto da Pinterest-

TORTA TENERINA AL CIOCCOLATO BIANCO

Torta TENERINA con CIOCCOLATO BIANCO – burrosa e caramellata con un soffio di zucchero a velo.

Realizzata da mia nipote golosa seriale di ciocco bianco e dolci che lo contengono.

Ingredienti per 8 persone – 300 GR. cioccolato bianco (consiglio VENCHI AMEDEI CALLEBAUT CAFFAREL, DOMORI O EQUOSOLIDALI)- 250 gr. burro da panna centrifugata – 120 gr. zucchero di canna – 100 gr. frina finissima mandorle – 4 uova intere.

1) – tritiamo fine il cioccolato bianco e lo fondiamo a bagnomaria

2) – fondiamo anche il burro ridotto in piccoli pezzetti insieme al cioccolato .

3) – Montiamo i tuorli con 90 gr. zucchero e gli albumi a neve soda con il rimanente.

4) – Misceliamo il composto cioccolato-burro con i tuorli e la farina di mandorle.

5) – Inseriamo gli albumi mescolando dal basso verso l’alto come fosse u

Riso, ortaggi e fantasia

Quando si parla di risotti entra in scena la nostra Queen Mariangela Camilla Manzotti, che con fantasiosa tecnica ed esperta capacità inventa prelibatezze.

Una mattina dell’autunno gli ortaggi indissero una riunione per stabilire chi fosse più importante. Il porro affermò di essere la base di soffritti eleganti e profumati, la carota illustrò il suo colore arancio brillante come certi tramonti, il topinambur espresse quanta cremosità e sentore di nobile carciofo avesse. L’uva bianca del pergolato ricordò a tutti l’arricchimento dei piatti con i suoi acini burrosi dolce aspri e l’ottimo mosto che sarebbe divenuto vino. Tutti con soggezione verso i funghi del bosco.

Camillotta arrivò… irriverente e spettinata, come sempre.

RISOTTO CON FUNGHI E UVA BIANCA IN UN OCEANO DI SUPREMA CREMA CON PORRO, TOPINAMBUR, CAROTE. Mantecato burro e solito Bella Lodi. A zittire tutti, due giri tosti di pepe rosso calabronico

RISOTTO CHE PASSIONE

Cripto in risotto con zucchine verdi, scalogno e zenzero. Sfumato Sauvignon Blanc, portato a cottura con brodo di pollo. Mantecato con burro Valsassina e Grana Bella Lodi riserva bianca con latte di bufala. Un soffio di pepe bianco di Sarawak.

Oggi Mariangela Camilla Manzotti ci propone questo risotto, lei è la regina incontrastata di questo tipo di primopiatto che unisce al gusto tante sfumature di sapori e profumi.

IO NON FESTEGGIO HALLOWEEN

Non è che la zucca non mi piace, anzi cucino deliziose vellutate, ma non celebro con questa simpatica cucurbitacea né i miei cari morti né una festa che non mi appartiene.
Per carità ne conosco le origini quindi chi lo desidera e la sente appropriata alla sua personale storia, fa benissimo a festeggiarla, io personalmente ho comprato il Pan dei Morti, sono troppo vecchia per cambiare le mie abitudini e soprattutto sono quello che mi hanno insegnato ad essere, da bambina e neanche dopo ho festeggiato Halloween, questione di abitudini, cultura, gusti, ognuno per fortuna può ancora scegliere di non uniformarsi. Mi piace incontrare streghtte con le guance macchiate di finta fuliggine e le sopracciglia truccate e piccoli fantasmi con le tasche piene di caramelle e cioccolatini e con simpatia sarò lieta di offrire io stessa dei coloratissimi marshmallow, ma in casa mia solo pan dei morti. A ognuno le sue abitudini, tradizioni e perché no, preferenze.

foto da Pinterest-