Le Milanesi

Le milanesi hanno un loro particolare concetto dell’eleganza e nonostante vivano in una delle prime tre capitali della moda, non amano particolarmente le griffe, più precisamente intese come iniziali, loghi, ostentazione di un top di gamma sinceramente oltre che un po’ noioso anche impersonale . Il loro stile prevede di poter mischiare il cappotto cammello e il maglioncino di cachemire purissimo comprato nel mercato di Forte dei Marmi, con il pantalone di Zara , la borsa a tracolla vintage e il mocassino fatto a mano o di Hermes , capovolgi i capi come vuoi ma il risultato è che la griffe serve per la qualità ma deve apparire poco . Gradite le boutique che sdoganano gli emergenti , che vendono marchi non conosciuti da mixare con un cappotto e accessori vintage oppure con una borsa di gran classe come ad esempio la Kelly o la Birkin . La parola d’ordine è quindi non apparire per ciò che puoi comprare , ma piacere per il tuo stile personale , lasciando al provincialismo quel target che vuole sempre e solo etichettare chi può da chi non può .

-foto da Pinterest-

Consapevolezza e classe

Per me conta poco non essere più bella, ora preferisco,se riesco, risultare affascinante. Non m’interessa più comprare dieci vestiti, ma selezionare quelli che rispecchiano il mio stile e lo sanno valorizzare.
Con l’età la mia vanità nel rapporto con gli uomini, ha lasciato spazio alle amicizie che con loro ho saputo creare. Non mi sono mai piaciute le donne appariscenti, quelle che vogliono essere notate, figuriamoci ora, certamente anche alla mia età si può emergere, ma bisogna farlo con naturalezza e semplicità . Mi sono chiamata fuori da tutto, non sono mai stata una presenzialista, lo trovo un atteggiamento dozzinale e provinciale, vado in pochi posti dove la mia presenza è desiderata e notata. Non è più tanto facile calare di peso ed essere magra, allora forse è meglio adottare soltanto una dieta sana e cercare di essere ancora eleganti nel portamento, solari ed armoniose.
Non sono mai stata perfetta, ma sempre inconfondibile, oggi per me conta essere una donna completa e affermare il mio stile che è personale, come quello che tutte dovremmo avere e che ci rende inimitabili e uniche. Ho sempre cercato di non rincorrere nessuno, non sempre mi è riuscito, ma ora mi interessa solo chi si ferma ad aspettarmi, chi mi vuole bene e tutti i giorni me lo dimostra a fatti, perché le parole lasciano il tempo che trovano. Non rimpiango più di tanto la giovinezza, l’ho già avuta e l’ho vissuta come ho voluto, ora è tempo di nuove cose in una età diversa che voglio indossare con consapevolezza e classe.

Il regalo che dice sto bene con te

Regalate una morbida coperta a una persona alla quale volete bene, sarà un dono affettuosamente speciale e anche un po’ intimo, un modo per dire che le prossime fredde serate le volete trascorrere insieme. Quando mi sono sposata due anni fa, ho ricevuto due coperte di cachemire con ricamate splendide rose. A parte che a donarmele sono stati gli amici di una vita, riposare al pomeriggio o stare sul divano a lavorare sotto una di quelle deliziose copertine, mi regala una sensazione di raccolta serenità che amo condividere con mio marito. Vi suggerisco un regalo di questo tipo, a Natale, al vostro migliore amico, compagno o fidanzato, sarà un modo di dire ti voglio bene. Può essere in un materiale pregiato, ma anche in lana cotta o pile, purché la personalizziate facendo ricamare le iniziale, un logo che abbia una valenza, qualcosa che in qualche modo vi leghi e imprima il giusto significato a un dono che si comprenda sia stato pensato e preparato con affetto o amore.

Ricevere è uno stile di vita

Gli spaghetti sono uno stile di vita, soprattutto quando te li cucina chi li sa fare, così come il Martini Cocktail, il riso giallo, i formaggi accompagnati da marmellate particolari, il gelato artigianale , la gentilezza e l’educazione. Se quello stile non è il tuo, se non sei ospitale o gentile perché non è insita in te l’empatia verso gli altri, se non sai mangiare e peggio ancora non sai bere, non sai vivere bene e chi non vive bene è una compagnia non all’altezza per chi gli sta accanto. Cose semplici per inviti semplici ma raffinati, non offrite tante cose, preparatene poche , curate e di qualità e servite in modo perfetto e gentile.

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Perché leggere via San Maurilio

Quando ho scritto questa raccolta di racconti basati su personaggi, non immaginavo che poi tanto di me potesse entrare dentro ad ognuno di loro e soprattutto che la parte autobiografica si imponesse in modo così predominante su tutto il libro. Ho amato scriverlo perché è stato come ripercorrere le emozioni che ho realmente vissuto e che sono comuni a tantissime donne, ho desiderato condividerle con questo libro che racconta un percorso fatto di sentimenti contrastanti nella caduta e nella rinascita, nell’amore che incontriamo da giovani e che non finirà mai e in quello più consapevole e disincantato di questa età . Un libro per tutti, ma soprattutto per le donne che sanno rialzarsi.

Edizioni Pendragon

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Stasera esco sola

“Il bello della sera non è soltanto uscire …” questo recitava una bellissima canzone, ma io aggiungo che il bello della sera non è soltanto uscire in compagnia. Personalmente ho amato molto andare al ristorante sola, sedermi al bancone di un bar a bere un cocktail in solitudine, comprarmi un biglietto per uno spettacolo senza la necessità che ci fosse qualcuno ad accompagnarmi. La compagnia è un piacere e non un obbligo, l’autonomia una conquista e sapere stare con se stessi, senza annoiarsi, un grande risultato. Una signora può benissimo prendere un taxi o la propria auto se non esistono problemi di viabilità e parcheggio e raggiungere un luogo di suo gradimento, per cenare o bere un aperitivo, deve sentirsi libera di farlo e non imbarazzata, non deve avere né dare la sensazione che è sola perché nessuno ha voluto accompagnarla, ma che lo è per scelta. Non avete voglia di stare in casa, è una serata particolare e vi sentite particolarmente in forma, volte festeggiare qualcosa o semplicemente avete voglia di indossare un bel vestito e d uscire ? Fatelo senza problemi e se qualcuno dovesse avvicinarvi per conoscervi o per proporsi, potrete sempre con gentilezza spiegare che se aveste voluto trascorrere la serata in compagnia l’avreste fatto, ma che desideravate stare sola. Con il garbo e la dovuta eleganza una donna può sempre andare ovunque voglia, perché è lei che impone le regole. Sempre. Alle serate, con l’avanzare degli anni, propongo invece un pranzo, un cinema pomeridiano, un tè o un aperitivo nel tardo pomeriggio, sempre piacevolmente con l’ottima compagnia di voi stesse. A volte non essere costretti a tenere in piedi una conversazione è molto rasserenante e guardarsi attorno fa scoprire tante cose che invece distratti dalla compagnia di qualcuno , noteremmo appena .

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Alle 19 da me

Da anni alle cene prediligo gli aperitivi, non quelli dove si mangia di tutto, semplicemente un cocktail o un calice di bollicine accompagnato da un finger food, eccone uno che offro spesso ai miei ospiti :

PERE, ROQUEFORT E CULATELLO, semplice, raffinato e appetitoso. Adatto con qualsiasi vino e gradevole accostato anche ad un cocktail alcolico

-foto da Pinterest-

Semplice ma di effetto

Cosa serve ad una tavola semplice, senza un servizio di piatti importante, bicchieri di cristallo e posateria preziosa, per essere elegante anche se modesta ?
Solo un particolare che si noti e veicoli l’attenzione sull’effetto finale e non sui singoli oggetti.  Ad esempio su una tovaglia bianca usiamo tovaglioli come questi chiusi da grandi fiocchi in velluto. Possibile usarli e annodarli come normali nastri o cucirli e poi chiuderli con il velcro, sempre pronti ad essere usati alla prossima occasione. L’ effetto finale è garantito ad un costo contenuto, solo un piccolo tocco che regala l’idea che quella tavola è stata curata con garbo e attenzione. Le prime due condizioni per ricevere.

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Lui per sempre

Non stiamo parlando di un uomo, neanche di un cane o di un gatto, l’oggetto di cui mai si può fare a meno è il cappotto cammello. I più belli sono quelli che hanno un vissuto alle spalle, che sanno di viaggi in treno, di giornate in ufficio, di pomeriggi a bere un caffè con un’ amica, quelli che fanno parte di noi e che così sentiamo, quelli che stanno bene con tutto e che basta un accessorio nuovo a renderli speciali. Sono gli eternamente giovani ? No sono i capi senza età e senza tempo, che ritroviamo ad ogni cambio di stagione nell’armadio e che ogni volta ci stupiscono e ci affascinano, quelli che ci piacciono sempre di più e non ci stancano mai. Lungo, morbido e avvolgente, ma anche diritto e monopetto, l’importante è che ci sia , elegantissimo con il panna e il blu, sportivo con il marrone, raffinato con il grigio e il nero, glamour con il viola e il verde acido, insomma eclettico e chic sempre. Comprarlo di buona qualità e fattura vorrebbe dire tenerselo, se esistesse la parola sempre userei quella, per molto tempo. Il mio l’ho comprato anni fa durante i saldi, ottima occasione per accaparrarsi un capo come quello a un prezzo notevolmente scontato, non sempre si è fortunati, ma se dovesse capitare non rinunciate !

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Natale con i tuoi

C’è chi il 23 dicembre parte per non festeggiare, perché non vuole vedere i parenti, perché le festività sono motivo di malinconia o per una serie di motivazioni che quasi sempre hanno radici in quella solitudine che ci portiamo dentro più o meno consapevolmente. Io faccio parte degli altri, di quella schiera che ama le tradizioni, che ogni anno cucina le stesse ricette tramandate dalla famiglia, che considera sacra la riunione con i parenti anche se sono rimasti pochi, che addobba la casa l’ultima settimana di novembre per godere di quelle stanze cariche di ricordi per qualche giorno in più e che respira l’atmosfera natalizia in ogni attimo possibile. Per me il Natale si festeggia a casa e non ai Caraibi o alle Maldive, con il presepe, l’albero, le lucine, la Messa di mezzanotte, il brodo di cappone, il panettone rigorosamente tradizionale perché il pandoro non voglio neanche vederlo, ci si scambia quei piccoli pensieri o anche nulla, si rimane tutto il pomeriggio a chiacchierare e a smangiucchiare frutta secca, qualche volta sarebbe bello rispolverare la tombola, ma lì le assenze che ormai sono più delle presenze, si noterebbero troppo. Non siamo tutti più buoni, ma siamo insieme e questo qualcosa conta per forza, conta la famiglia che è più importante di qualsiasi piccola lite, eredità o questione di principio, conta essere lì a raccogliere gli insegnamenti dei nostri genitori e a metterli a frutto, conta potere dire che esiste ancora qualcosa che ci dovremmo ricordare tutti i giorni, ma che se non sappiamo o non possiamo farlo sempre, almeno in questa occasione tiriamolo fuori. Per le persone che non hanno più nessuno o che vivono lontano dai loro cari, è un momento di profonda solitudine, ma qui cercherò di coinvolgerli in qualcosa che li faccia sentire meno soli.

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