Ci MERITIAMO DI CAMBIARE SENZA FARNE UN DRAMMA

Sono sempre stata molto magra , non sono alta,ma vestivo tutto bene dai jeans stretti agli abiti attillati, fino a che l’età me lo ha permesso non togliendomi garbo,eleganza e buon gusto . Oggi il mio fisico è un po’ cambiato,ho qualche chilo in più ( non tanti, eh …)ma mi sono arrontondata, in quel modo che hanno le ex magre e nonostante abbia provato tante diete, perdo faticosamente i chili,che se non sto eternamente attenta, riprendo nel giro di qualche mese . Morale della favola : ho deposto le armi e accettato il mutamento,imparando a convivere con questo cambiamento, gustandomi qualche piatto di pasta,non rinunciando a un buon gelato e soprattutto ai miei adorati cocktail. Cammino molto ,senza calare un etto, il mio metabolismo invece ha deciso di starsene seduto e godersi la scena ,ma con me ha vita difficile,perché non gli do tanta soddisfazione, credo molto in ciò che sono, alla faccia dei miei chili di troppo . Sono sempre più convinta che a sessant’anni in una donna lo stile, l’intelligenza , un viso gradevole e la simpatia contino più del perfetto peso forma, sempre tenendo d’occhio il fattore salute. Amiche mie, questo pensavo ieri sera a una cena dove l’età media era piuttosto alta, ma lo spirito lasciava inalterati la voglia di scherzare e perché no, anche su quello che siamo diventati . Oggi guardiamoci allo specchio e sorridiamo, usciamo e sediamoci in un bar a fare colazione sorridendo, perché è quello il grande fascino : un grande largo sorriso che alla fine addolcisce qualsiasi caffè amaro .

-foto da Pinterest-

DOVE C’È INVIDIA C’È AMMIRAZIONE

L’invidia ha una sua ragione di esistere, se pur negativa, ma sempre meno patetica della frustrazione che certe persone provano nei confronti di altre. Si comprende da come partono all’attacco, dall’aggressività, dal portate avanti sempre la posizione sociale, il benessere, lo status dell’altro, a rinfacciarlo come una colpa e a non considerarlo come una condizione normale. Ognuno è quello che è indipendentemente da dove abita, dai vestiti e dalle auto che possiede, e a darne una connotazione sono quello che fa e come si comporta e chi è diventato attraverso le sue capacità, con la sua storia presente e passata.

I social sono una vetrina dove ,con i commenti che fanno, i like che mettono o non mettono, viene mostrata quanta invidia provano o quanta falsità hanno. La maleducazione con la quale si approcciano agli altri e l’assenza d’ironia che palesano nelle loro risposte, evidenziano immediatamente la miseria intellettuale di cui sono provvisti. I social sono cassa di risonanza della negatività, raccoglitori di maldicenze, contenitori di bassezze e con lo stesso piacere con cui avviciniamo chi mostra garbo, intelletto, senso dell’umorismo e buone maniere, dobbiamo eliminare con classe chi appesantisce con domande inopportune o atteggiamenti sgradevoli la nostra permanenza su piattaforme, che piatte sono ben poco e formano velocemente un’immagine abbastanza precisa di chi ci sta avvicinando. L’invidioso inconsapevolmente ci ammira, non vuole quello che abbiamo, perché è conscio di non poterlo avere, di non averne le capacità, la struttura e il passo per muoversi come noi, quello che desidera è vedercene privati, sapere che anche noi non abbiamo più ciò che ci rende così speciali ai suoi occhi. È facile riconoscerli, hanno un marchio di fabbrica, la gentilezza mielosa che ci induce a lasciarli fare, a passare sopra alla loro pochezza, ma è sbagliato, molto sbagliato. Dobbiamo liberarcene in fretta, perché se nella vita è più difficile, il mondo virtuale ci consente di avere ciò che meritiamo: pace e serenità, persone che ci stimano sinceramente o che con naturale franchezza ci trovano antipatiche, ma in modo sano, senza trame nascoste o piccole miserie che quando vengono a galla dimostrano sempre la stessa cosa: per quello che abbiamo ingenuamente dato meritavamo di meglio. A dare sono sempre gli stessi e a prendere anche, con una differenza che chi da, è perché può dare e chi prende lo deve fare, perché da solo non riesce a concludere nulla di soddisfacente.


La vita non è semplice, certo per alcuni lo è di meno che per altri, passiamo attraverso tante battaglie, tempeste e dolori, a me, ad esempio, nulla a parte il l’ottimismo e la naturale voglia di resistere, mi è stato regalato, ma mi basta per sorridere e fare click su quelli che non contano, che non sanno fare e sanno solo odiare

-foto da Pinterest-

RICORDATI CHE TI MERITI RISPETTO

Spesso lo dimentichiamo e sopportiamo di essere trascurati, emarginati ed esclusi . Il vero problema sta nel fatto che tutti tendiamo a credere che gli altri si comportino come avremmo fatto noi, ma gli altri non sono noi. La ragione principale di questa discrepanza è sempre tra il dare e l’avere, tra il porgere e il non ricevere, tra il dire e non ricevere risposta, tra la spontaneità di chi non lesina nulla e la premeditata furbizia di chi prende solo.

”Io avrei detto, io avrei fatto, io avrei dato” questo è il punto, se fossimo stati al posto dell’altro ci saremmo comportati com’è nella nostra natura di persone aperte, buone e generose e invece è andata diversamente, cioè nulla è stato detto, niente è stato fatto e dato. Perché è così che si rimane delusi e avviliti, quando veniamo usati e soprattutto quando ci mettiamo nella condizione di permettere a qualcuno di farlo e di agire sulla nostra buonafede . La prima cosa che ci meritiamo è il RISPETTO, il venire considerati dalle persone che trattiamo con riguardo e amicizia nello stesso identico modo, di vedere che alle parole seguono i fatti . Se non pretendiamo questo diventiamo i peggiori nemici di noi stessi, se lasciamo che ci usino, che si insinuino tra le prole che diciamo per impossessarsene e cambiarle agendo così sui nostri sensi di colpa, noi non ci vogliamo bene.

Prendiamo l’abitudine di cogliere i segnali dall’inizio, di intuire subito se siamo di fronte a una persona che ci rispetta veramente e ci stima o si vuole servire di noi e se ci accorgiamo che il bene che abbiamo dimostrato non è realmente ricambiato, invertiamo subito la rotta. Noi ci meritiamo persone vere, meritiamo stima, considerazione e rispetto, meritiamo che ce lo dimostrino e che ricambino le nostre attenzioni.

Lo dico sempre, anche la reciprocità è una conquista e dare senza ricevere non è un vanto, non vuole dire “io non mi aspetto nulla e dare è la cosa giusta”, perché invece è sbagliata. Se vi comportate così autorizzate gli altri ad usarvi e a non rispettarvi, mentre VOI MERITATE RISPETTO!

Estromettete dalla vostra vita chi non vi dimostra di volervi nella sua, non sprecate tempo in spiegazioni e andate oltre che è un posto per pochi, ma quei pochi si trovano benissimo. Fatevi un regalo ogni volta che vi accorgete di essere stati usati e avete saputo reagire con dignità e fermezza . Anche una cosa piccola, ma che vi ricordi perché quel giorno siete entrati in quel negozio a comprare quel piccolo pensiero che vi siete dedicati o perché siete andati in un certo ristorante ad offrirvi un pranzo.
Lo avete fatto perché siete stati bravi, molto bravi .
Perché voi lo MERITATE !!

Uno sguardo a questa nuova sezione

Qualche parola sulla nuova “pagina “del blog che inauguriamo con questo articolo. “Me lo merito” è la frase, ma anche lo stile di vita che dopo una certa età dobbiamo imparare a interpretare al meglio, ricordandoci che molto più spesso dovremmo metterci al centro della nostra vita.

Perché “me lo merito”? Perché arriva quel momento, che invece sembra non giunga mai, dove ci meritiamo di accontentare noi stesse e non sempre gli altri, dove diventiamo figure prioritarie e non secondarie nello scenario della nostra quotidianità. L’importanza di sapere affermare che siamo le prime alle quali dare la precedenza, non toglie valore a chi, fino ad ora, è stata concessa ogni nostra disponibilità, ma ci riequibria su un giusto piano, quello dell’autostima e della considerazione.

Ogni volta che ci siamo messe in seconda posizione, ogni volta che ci siamo sacrificate, ogni volta che al posto nostro chiunque è venuto prima di noi, è accaduto perché abbiamo pensato che fosse giusto così, che per noi ci sarebbero stati in futuro altri momenti e altri spazi, ma quei momenti e quegli spazi nessuno ce li darà mai se non saremo noi ad affermare di volerli e meritarli. Ed è per questo che nasce questa sezione, dove parleremo di come gratificarci e di come premiarci ogni volta che riteniamo di avere messo in campo la volontà per alimentare autostima e amore per noi stesse.

Noi “meritiamo”perché diamo ogni giorno alla famiglia, al lavoro, al matrimonio, agli amici , noi non dobbiamo mai dimenticare che siamo brave. Molto brave.

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La vacanza è nella testa

La vacanza è nella testa molto più che nella partenza e nel soggiorno in località turistiche, quindi se non avete in programma nessuna valigia da fare, non è detto che non possiate trascorrere un bel periodo di ferie ugualmente. La città offre mille cose, che prevedono giornate intere in piscine alle quali potete accedere la mattina e andarvene a fine giornata dopo un ottimo aperitivo, mostre e musei da visitare, escursioni guidate, SPA dove andarsi a rilassare e coccolare, ristoranti di tutte le etnie per assaggiare cucine differenti e molto altro ancora. Organizzatevi il vostro periodo a tavolino facendo un programma preciso, prenotando dove si renda necessario farlo e seguitelo, aggiungete qualche aperitivo o colazione in location che abbiano un giardino o una terrazza e scoprirete che una vacanza in città soli o in compagnia ha il suo grande, interessante e piacevole perché. È la testa che va in vacanza, non l’auto che vi porta da qualche parte, staccare, cambiare, estraniarsi e dimenticare problemi e routine si può fare anche in casa propria, ma lo si deve decidere e nel momento in cui il pensiero e la determinazione scattano, siamo già entrati nella nostra personale vacanza.

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