VOGlio DIVENTARE

Voglio diventare una di quelle vecchie signore, che prima ancora di entrare in una stanza viene annunciata dal profumo che ha indossato tutta la vita, quello che in tanti non conoscono, perché appartiene ad un’epoca passata. Ci terrei a mantenere una postura se non impeccabile, ma non troppo cambiata da quei dolori articolari che piegano, inclinano o storcono.
Indosserò sempre guanti qualsiasi sia la stagione. D’inverno saranno di morbida pelle sottile, d’estate di cotone bianco traforato, perché le mani raccontano troppe cose della vita passata. Userò sempre cappotti sartoriali, magari nell’armadio da tanti anni, ma proprio per questo li sentirò addosso come l’abbraccio di un vecchio amico. Sotto, abiti o completi pantaloni in tweed, seta o lana leggera e porterò eleganti cappelli con abituale naturalezza, come una dichiarazione d’intenti, quella di considerare l’abbigliamento sportivo fuori dalla palestra, una resa morale.
La mia casa sarà un museo abitato: manterrò argenteria lucidissima, userò i servizi di porcellana, terrò le fotografie delle persone che ho amato incorniciate con cura. La mia non sarà solo nostalgia, ma soprattutto convinzione, la certezza che l’eleganza non sia una moda ma una disciplina, e che la disciplina sia una forma di rispetto verso se stessi e verso gli altri.
E mentre il mondo corre, semplifica, abbrevia e dimentica, io voglio restare lì, ostinatamente impeccabile, come una parentesi aperta in un tempo che ha deciso di chiudere troppo in fretta, tutto ciò che non appartiene più a questa società.
-foto da Pinterest-